Il decoro e la piazza: «La Bra va vissuta, ma con gusto»
aprile 7, 2010 in News by Aleks Falcone
Sull’utilizzo della piazza, i cittadini: «La Bra va vissuta, ma con gusto»
PAROLA AI VERONESI. Dopo la decisione della Soprintendenza di impedire l’iniziativa dei calciatori Panini, la città si interroga. «Le scenografie dell’Arena sono più brutte di certe manifestazioni». «Decoro? Ognuno dice la sua»
Verona. La Bra, oltre che di manifestazioni, bancarelle, comizi e proteste di comitati e lavoratori, ora si riempie anche di polemiche. Dopo la decisione del Soprintendente Andrea Alberti di impedire l’iniziativa «Calciatori Panini Tour 2010» nella principale piazza cittadina, perché considerata poco decorosa, più precisamente una «caciarata», l’opinione dei veronesi si spacca sull’uso effettivo cui bisognerebbe riservare l’agorà compresa tra l’Arena, la Gran Guardia, il Liston e il municipio.
«Se parliamo di decoro, allora perché non osserviamo la piazza d’estate durante la stagione lirica e ci diciamo, senza se e senza ma, che le scenografie areniane per quanto ci si sforzi a metterle in modo simpatico od ordinato, sono davvero uno spettacolo indecoroso?», dice Virgilio Pomini, originario della Puglia e veronese d’adozione, che non si trova d’accordo con le scelte del Soprintendente. «La piazza è bellissima e va vissuta con manifestazioni anche popolari, non bisogna vergognarsi se non sono di alto livello, l’importante è che siano un modo per far incontrare i veronesi e attrarre i turisti».
«Si dà spazio a tutti, io una cernita la farei», obietta invece Ugo Frigo, vicepresidente della Società Belle Arti, a passeggio sul Liston. «Va bene che ci siano manifestazioni che rendano viva la piazza, ma non bisogna esagerare, insomma non tutte le domeniche», conclude. «Io toglierei dalla Bra gli scioperi e le proteste e i comizi dei politici: li trasferirei dentro l’Arena», aggiunge l’amico Guido Zanetti che fa parte del circolo degli Scacchi.
«Ci vuole un po’ di tolleranza, bisogna dare spazio a tutti. È ovvio che a me possono piacere delle manifestazioni e altre no, ma bisogna rispettare il gusto di tutti», dice Pietro, un residente del centro storico. «Fare un regolamento per decidere cos’è decoroso e cosa non lo è impresa ardua, ciascuno ha la sua idea di decoro e quando si parla troppo di regole le si infrangono di più».
«Non ho mai visto manifestazioni in Bra da considerare “caciarate”», dice Giorgio Zandomeneghi, «la piazza è di grande valore e va tutelata, ma è anche giusto viverla», conclude.
«Sono sempre favorevole alle manifestazioni in piazza Bra, se non si fanno qui che è la vetrina della città dove altro si possono fare? Non credo che la si rovini se alla domenica la si riempie con una attività colorata o rumorosa che dura qualche ora», dice Adriano Residori che è anche capogruppo degli alpini della sezione di Borgo Nuovo.
«La Bra è bella pulita e libera e queste dimostrazioni di ogni genere la mortificano», replica invece l’amico Bruno che vive proprio in una casa che si affaccia sulla piazza, «bisogna fare delle scelte, per esempio la Mille Miglia mi piaceva, era importante per Verona, e così pure il rogo della Vecia che è ormai una tradizione, ma il pattinaggio sul ghiaccio non dovrebbe rimanere più di un mese».
Marika, una studentessa romena, a Verona da quattro anni, dice: «Ci vorrebbe un po’ di buon senso, non tutte le manifestazioni possono essere fatte nel salotto buono della città, non può diventare un mercato, ma è anche vero che sono proprio le iniziative a richiamare i veronesi e anche i turisti e io, proprio grazie a tante manifestazioni, ho conosciuto meglio questa bellissima città che ora sento un po’ mia». Dello stesso parere Adriana, Laura e Assunta, tre insegnanti di scuole elementari veronesi arrivate per lavoro da Palermo. «Le manifestazioni rendono viva una città e da quello che abbiamo visto finora ci pare che non ci siano state queste “caciarate”. M ognuno ha la sua idea di ciò che è bello e di ciò che non lo è».
E infatti, tra le lettere arrivate al nostro giornale ce n’è una che dice: «Sono molto contenta della decisione della Soprintendenza. Basta sagre e manifestazioni strapaesane e credo ne saranno contenti tutti i veronesi veri».
Giorgia Cozzolino

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