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Quando il cabaret è DOC!

riceviamo e pubblichiamo
 
La DOC è una cooperativa di servizi per lo spettacolo che gestisce per conto di numerosi artisti pratiche burocratiche e fiscali.
Ma non è solo questo.
Ha infatti un comparto specifico, la DOC Live, dedicato alla consulenza ed organizzazione eventi, con cui ha seguito moltissime manifestazioni e concerti.
Dopo la bella esperienza dei due anni di laboratorio presso le Cantine De L'Arena, in collaborazione con Verona Cabaret, la DOC ha intrapreso una strada nuova e di possibile crescita del movimento comico cabarettistico scaligero.
Oltre ad avere tra i soci già alcuni ottimi professionisti della comicità, ha pensato bene di associare anche alcuni dei volti nuovi che si sono distinti nei due anni di laboratorio veronese e che per capacità e volontà di emergere si sono messi in risalto, muovendosi anche al di fuori del contesto cittadino e partecipando ad altri laboratori, come il Ridi'n'Bergamo gestito da Omar Fantini, lo Zelig Lab di Padova e il Colorado Lab di Varese, fino a mettere piede allo Zelig di Milano.
Hanno inoltre accumulato esperienza grazie a numerose serate in locali, teatri e piazze, creando collaborazioni e spettacoli nuovi.
Per questi motivi la DOC ha ritenuto opportuno coinvolgerli in una serie di nuovi progetti e rassegne dedicate al cabaret che prenderanno il via da ottobre in diversi locali veronesi.
 
 Il primo a partire è RISATE A KM 0, presso la Locanda Le Salette di Fumane (VR), in collaborazione con la cooperativa Azalea, che gestisce la parte degli spettacoli nel bel ristorante della Valpollicella.
A partire da martedì 11, e poi ogni due settimane, sarà quindi possibile cenare e godersi un'oretta di spettacolo in compagnia di un paio di comici DOC, che si alterneranno con sketch e personaggi per strappare una risata, aiutati magari dall'ammazza caffè.
Prima serata con Nicola Trocchia e Andrea Zappacosta.
 
Dal 23 ottobre prende invece il via NOCHE CABARET al Tres Deseos in via S. Maria Rocca Maggiore, dietro Piazza Isolo a Verona.
Il locale intimo e raccolto, con un piccolo palco, si presta perfettamente al cabaret stand up, tipico dei locali inglesi e americani, con un contatto stretto tra artista e pubblico e la possibilità di accompagnare le risate con delle ottime birre.
Anche questo sarà un appuntamento a cadenza alternata, ogni due domeniche, fino a dicembre.
Prima serata con Terenzio Traisci (Central Station su Sky ed MTV) e Alberto “Il Grezza” Grezzani.
 
Ma sicuramente la rassegna più interessante e qualitativamente più valida è quella che si terrà a mercoledì alternati presso le Cantine De L'Arena, che ormai ha preso il vizio di proporre qualità e varietà, non solo per quel che riguarda la musica. Che il buon Dio ci conservi questo locale in salute!
Il 19 ottobre partirà la stagione (8 gli appuntamenti previsti per ora) de L'Ora del Cabaret e vedrà salire sul palco ottimi professionisti, anche da trasmissioni televisive di fama nazionale come Zelig e Colorado.
Una formula nuova rispetto al laboratorio degli anni passati, dove numerosi comici proponevano brevi pezzi pensati principalmente per il formato televisivo. Durante quest'ora infatti i “Big” potranno spendere un po' di tempo offrendo una visione più ampia del loro repertorio, potendo così muoversi con maggiore libertà, senza i vincoli dei tempi televisivi, o dovendosi limitare per dare spazio ad altri.
A fare l'apertura, o da spalla, a questi “Big” ci saranno sempre loro, i volti nuovi della DOC, a cui sarà data l'opportunità di salire su un palco di tutto rispetto e lavorare con dei signori professionisti.
 Fino ad oggi sono confermate le presenze di Omar Fantini (Nonno Anselmo da Colorado), Luca Klobas (Ratko da Zelig), i Cani & Porci (Nicola Trocchia e Max Guidetti da Animalaus), Diego e Paolo (da Zelig Off), Marzio Rossi e Alex De Santis (da Colorado e autori di Baz e del Saturday Night Live Italia), Cristian Calabrese (da Central Station e prossimamente a Zelig Off).
La prima serata vedrà come ospite principale Luca Klobas e per l'apertura Il Grezza.
 
La situazione comica a Verona si sta al fin muovendo, dopo anni di poca offerta al di fuori degli spazi teatrali, di barzellettieri della domenica, o di rassegne troppo brevi per lasciare un segno.
E comunque non c'era davvero un movimento cabarettistico nel veronese, o si limitava a pochi buoni attori, costretti a migrare verso altre città per riuscire anche solo a cominciare (vedi Dado Tedeschi, o Laura Magni).
Oggi qualcosa si muove, grazie alla DOC e alla passione di queste nuove leve.
 
Spendiamo ora alcune righe per parlare dei comici emergenti coinvolti nelle rassegne.
 
Andrea Zappacosta:
Milanese di origine, ha accumulato molta esperienza soprattutto alla radio (Radio Deejay, Radio 101, Radio Lupo Solitario) e collaborando con Giacomo “Ciccio” Valenti per alcuni spettacoli.
Trasferitosi a Verona inizia a fare cabaret con il laboratorio Verona Cabaret DOC, partecipa al laboratori di Zelig e Colorado e decide che questo sarà il suo futuro.
Si muove principalmente sui personaggi e sono ormai conosciuti dal pubblico il Genfri, meccanico milanese cinico e un po' zotico, e Lino Pennino, cantastorie dalla parlata meridional-maccheronica, con il quale ripropone le fiabe classiche in una chiave più… adulta.
 
Giuseppe Forte:
Può vantare la partecipazione a numerosi laboratori del nord Italia e in pochi anni è cresciuto mangiando pane e cabaret dalla mattina alla sera.
Il più giovane tra le nuove proposte, ha maturato esperienza sia a livello teatrale che musicale e ha partecipato con buoni risultati ad alcuni prestigiosi concorsi di cabaret, come il Ridi'n'Ciociaria (2° classificato).
In breve tempo è riuscito anche a mettere un piede allo Zelig di Milano partecipando alle serate di Laboratorio Artistico.
Si cimenta di tanto in tanto in monologhi e uscite a schiaffo, ma i suoi cavalli di battaglia sono i personaggi di Tato Robotto, consolle di nuova generazione dalla dubbia efficacia, e Michael Carmeli, strampalato life stylist, sempre in vena di dare consigli per essere più glamour.
 
Alberto "Il Grezza" Grezzani:
Monologhista classico, con una propensione per la stand up comedy, non disdegna il ruolo di presentatore/spalla, o il mettersi alla prova con alcuni personaggi.
Nasce come cabarettista nel dicembre 2009 al laboratorio Verona Cabaret DOC e da lì prende il via per partecipare a numerosi laboratori, tra cui il Ridi’n’Bergamo di Omar Fantini, lo Zelig Lab di Padova, il Laboratorio Artistico allo Zelig di Milano, il Ridi’n’Blu di Davide Paniate, il Colorado Lab di Varese.
Dal 2010 è direttore artistico e presentatore del mini laboratorio CaBar@stra a Vicenza e ha collaborato con Diego Carli per l’organizzazione e la conduzione del Session Cabaret.
Finalista del Concorso per Giovani Cabarettisti Emergenti – premio Alberto Sordi del 2011, è nel cast della serata “8 Mile” del 25 febbraio allo Zelig di Milano.
La sua attività comprende l’organizzazione e la partecipazione ad eventi, serate di piazza e locali dividendo il palco con comici di Central Station, Colorado e Zelig, come Luca Klobas, Marzio Rossi e Omar Fantini. 
 
Antonio “Gnollo” Mignolli
Giovane comico che può già vantare molti anni di esperienza sulle spalle, avendo frequentato a lungo la scena padovana dei locali.
Ha frequentato i laboratori Zelig di Marghera e di Padova, oltre naturalmente il Verona Cabaret DOC.
Collabora già da tempo con Diego & Paolo (Zelig Off) come spalla e si esibisce anche con Daniele Manfroi nel duo Spesso e Volentieri.
Il suo repertorio spazia dai monologhi di stampo classico, fino al non sense e ai pezzi musicali, distinguendosi soprattutto per l'intelligenza e la grande ironia dei suoi sketch.
 

Da VeronaTeatro.Org, post Quando il cabaret è DOC!

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Sandra

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Franca Valeri, il teatro senza età

Fonte: La Repubblica – Roma (30 luglio 2010, di Rodolfo di Giammarco)

Franca Valeri, 90 ma non si dice

Guai a parlare a Franca Valeri dei 90 anni che compie questo sabato 31 luglio. È stata bersagliata da ogni tipo di augurio, omaggio, festeggiamento, ritratto ed elogio, è stata intervistata in prossimità del compleanno con l’ottimo pretesto di parlare del suo futuro e cioè di quando a gennaio del 2011 reciterà al teatro Valle di Roma nella sua nuova commedia Non tutto è risolto (ah, la preveggenza sociale dei titoli…), è stata ancora una volta messa in grado di fare generosa pubblicità alla sua pubblicazione la Repubblica delle code che è una rivista indipendente per cinofili rintracciabile su internet, è stata debitamente ri-biografata, ri-raccontata e ri-mitizzata.

Ma ha sempre dribblato con eleganza le insistenze più o meno collaterali sull’argomento età, sul tema del suo novantennio, sulla filosofia di lei nonagenaria. Allora dritto per dritto, e in virtù di un’amicizia che ci ha sempre fatto ridere di qualunque cosa, ho pensato di proporle una chiacchierata che a dispetto di tutto, e delle sue mai convenzionali idee, vertesse solo ed esclusivamente sugli anni che passano, sull’anagrafe sua e degli altri, insomma una conversazione su una materia che in queste ore la assilla, la assedia, la assale.

Franca, parliamo del concetto sciagurato e molesto dell’età…
«Va bene. Merita una riflessioncina. L’età dell’uomo si è allungata, e contemporaneamente sono cresciute le occasioni per liberarsi di un bel po’ di gente  giovane (vuoi attraverso gli incidenti stradali, vuoi con le droghe, vuoi a causa della piaga inestinguibile e sempre rigenerata delle guerre). Nel frattempo, a proposito di immaginario, si continua purtroppo spesso a considerare una notizia il fatto che qualcuno compia 90 anni, perché in passato effettivamente non ce n’erano molti in giro, e mi riferisco a quei pochi e poveri vecchietti piegati in due…»

Mentre adesso?…
«Adesso tutto è cambiato, ci sono in circolazione parecchi centenari, e la longevità poggia sulla salute, tant’è che non è difficile avere un buon fisico grazie al quale arrivi anche a collezionare cento primavere, e io ad esempio fortunatamente me la passo bene, non ho più l’elasticità e le forze di quando ero quarantenne, però la testa mi funziona ugualmente e anche di più»

Ciò non toglie che susciti la sorpresa, i complimenti, gli onori della gente e dell’ambiente artistico…
«Sì, a costo di dovermi sentir dire tante e tante volte “Brava, ancora recita?”. E non sanno che io magari mi dimentico il nome di qualcuno ma mai la parte da imparare a memoria per uno spettacolo. E poi, lasciamelo dire, tutto questo traffico attorno al mio compleanno, beh diciamo che è un po’ incredibile…»

Ma sono tutti amici, persone del tuo mondo, giornalisti e artisti che ti vogliono bene…
«Ma sì, è vero, mi fa anche piacere, e infatti mi presto come posso, però un po’ di involontario disagio si crea, perché uno sta lì a fare tante cose e a pensare tante cose, ed ecco che da un certo momento in poi ti viene ripetutamente messo nell’orecchio che sei un vecchio, faccenda a cui non era detto che tu stessi pensando»

Vogliamo guardare indietro nel tempo, per scoprire che al compimento di qualche altro tuo decennio d’età hai invece festeggiato, hai condiviso l’anniversario?
«Io non ci ho mai tenuto molto. Molte persone ti dicono “Stasera non posso fare questo o quello perché ho un compleanno”, e c’è chi affitta dei locali, fa cene pazzesche, probabilmente per avere dei regali. Io no. Sarà che compio gli anni in piena estate, stagione in cui gli amici erano e sono fuori, e mio padre ha sempre avuto un buen retiro in campagna, e i conoscenti hanno in genere prenotato alberghi… Al massimo ho festeggiato assieme a mio fratello, nato d’inverno»

E il rapporto con l’ammontare esatto dei tuoi anni è sempre stato trasparente, o hai qualche volta, diciamo per motivi di lavoro, manomesso e diminuito l’età?
«Se consideriamo il comportamento più naturale e diffuso tra le donne, prima effettivamente a signore e ragazze non piaceva granché ricordare l’età, e pronunciare la parola “cinquant’anni” era una sofferenza, ma adesso ho notato che il fenomeno s’è invertito, ora ci tengono, si mostrano, s’inorgogliscono. Quanto a me, non ho mai fatto carte false (o documenti falsi: sì, si cambiavano pure le carte d’identità, un tempo), e da quando ho lasciato il mio nome vero Franca Norsa per il mio nome d’arte Franca Valeri tutti sanno tutto di me, mi sarebbe stato addirittura impossibile bluffare sul numero degli anni che avevo»

Un pensiero sulla differenza tra la vita umana che s’allunga e la vita degli animali, mi riferisco ai cani cui sei tanto devota, che invece è drasticamente più breve…
«È un’ingiustizia della natura, questa cosa. Però loro, chissà, vivono più intensamente. Ecco, è proprio dai cani che amo essere festeggiata. Mi basta che mi vengano incontro così come sanno fare di solito. Ora però ti devo lasciare, sono arrivati due ragazzini bellissimi con uno stupendo mazzo di fiori e…»

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Debutto "spettacolare" per il ventennale del Gruppo Popolare Contrade

Fonte: Gruppo Popolare Contrade

Ancora un successo.
Il nuovo spettacolo del Gruppo Popolare Contrade ha divertito e commosso alcune centinaia di persone lo scorso fine settimana, ricevendo la giusta ricompensa in forma d’applausi e sorrisi sia al debutto di venerdì che alla replica di sabato.

Sedicesima realizzazione originale del Gruppo Contrade, che festeggia il 20° anno di attività artistica, “A morire vanno sempre gli altri” è un testo che affronta il tema delle divisioni sociali in un momento della nostra storia recente, il primo dopoguerra, nel quale la società e la politica italiana stanno per subire uno degli sconvolgimenti più profondi e repentini del ventesimo secolo.

Gli eventi del 1918 sono solo un eco quando arrivano nella provincia contadina, dominata da un ricco proprietario locale, d’indole prepotente e violenta. Tuttavia l’esperienza bellica dei ragazzi, le notizie delle lotte contadine ed operaie che vengono da fuori, la presa di coscienza delle donne e la forza dei sentimenti congiurano perché le cose cambino, almeno un po’, suggerendo, al termine del racconto, che il cambiamento possa continuare.

Come da tradizione, la musica che accompagna lo spettacolo è eseguita dal vivo dai musicisti del Gruppo Contrade. E come è ormai consuetudine, il debutto è avvenuto nella cornice di villa Bertoldi, a Settimo di Pescantina. In questa occasione, l’assessore al bilancio del Comune di Pescantina, Loredana Piubello, ha voluto manifestare l’apprezzamento dell’amministrazione per il lavoro svolto in questi due decenni leggendo un messaggio del sindaco, impossibilitato a partecipare di persona. Non è mancato un accenno al progetto, ormai di imminente avvio, per la creazione di un centro culturale polifunzionale a Settimo di Pescantina che sorgerà al posto del vecchio edificio dell’ex centro parrocchiale, attuale sede del Gruppo Popolare Contrade, il quale beneficerà del rinnovamento. Un nuovo teatro è sempre una buona notizia: di questi tempi, poi…

L’incaricato alle manifestazioni del Comune di Pescantina, Ciro Ferrari, ha voluto manifestare ulteriormente la gratitudine della cittadinanza verso il Gruppo Popolare Contrade, offrendo una targa commemorativa di questi primi vent’anni all’associazione, ed un secondo speciale riconoscimento personale al regista, Delio Righetti, per il suo grande impegno nel campo della cultura a Pescantina. Un omaggio senza alcun dubbio meritato.

Il prossimo appuntamento con “A morire vanno sempre gli altri”, a Garda il 28 luglio.

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Chiude il Teatro Laboratorio di Verona

Fonte: www.neviogambula.it

Il Teatro Laboratorio di Verona, fondato da Ezio Maria Caserta, chiude definitivamente. Sabato 24 aprile diversi teatranti si ritroveranno per salutare questo spazio utopico. La mia prima tournée partì proprio da qui, nel lontano 1990, e la sera del 24, nel quarto d’ora a mia disposizione, reciterò un brano di quell’antico spettacolo con cui debuttai. Quello che segue, invece, è il testo che è nato per l’occasione. Ormai possiamo dirlo con certezza: l’epoca si è tolta la maschera e ci mostra, finalmente, il suo vero volto. E lo fa proprio qui, tra queste che sono le rovine di un’idea, in questa casa ora abbandonata e destinata a dissolversi nel nulla. Lo fa tra le assi di quello che è stato un palcoscenico gioioso e tragico, che ora devono essere bruciate, affinché il viso irridente dell’epoca si mostri in tutto il suo squallore. Ecco, signore e signori, l’epoca, questa nostra epoca pregna di decadenza, deprimente, vestita del suo miserabile niente, si mostra davanti a noi [...]

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Raimondo

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Canto corale al Filarmonico: applausi per gli aretini Vox Cordis

Fonte: www.arezzonotizie.it

vox cordis

Grande successo per l’ensemble aretino, che la scorsa settimana a Verona ha inaugurato il XXI Concorso internazionale di canto corale con una “esecuzione da manuale” e “ricca d’anima”. I cantori del maestro Lorenzo Donati hanno ottenuto applausi a scena aperta dal pubblico e le critiche entusiastiche della stampa veneta. L’Arena ha scritto “l’Insieme Vox Cordis apre il cuore al pubblico”

Arezzo, 20 aprile 2010 – Vox Cordis, “un coro da standing ovation”. Lo ha definito così L’Arena, il giornale di Verona, all’indomani del concerto presso il Teatro Filarmonico di Verona con cui l’ensemble aretino ha inaugurato ufficialmente il XXI Concorso internazionale di canto corale, che si è chiuso il 17 aprile scorso.

La brillante esibizione del coro diretto dal maestro Lorenzo Donati ha ottenuto applausi a scena aperta dal pubblico in sala e le critiche  entusiastiche da parte di tutti gli addetti ai lavori e della stampa.

“Un’esecuzione da manuale, ma ricca d’anima, carica di suggestioni proposte da voci sicure, pastose, benissimo impostate, perfettamente fuse tra loro con grande equilibrio a creare un amalgama di qualità molto elevato”, ha scritto il giornale veneto, sottolineando come l’Insieme Vox Cordis avesse aperto “il cuore al pubblico”.

Il programma del concerto, dal titolo “That Lonesome Road”, comprendeva un ricco repertorio di brani dal canto gregoriano alla musica contemporanea attraverso autori come Giovanni da Palestrina, Gabrieli, Bach, Mendelssohn, James Taylor e lo stesso Donati. Sua, per esempio, l’armonizzazione di tre poesie di Giovanni Pascoli: La baia tranquilla, Ultimo sogno e L’ora di Barga.

Secondo il giornalista dell’Arena, l’insieme aretino ha dimostrato “grande esperienza musicale, frutto di intenso impegno e di elevata qualità artistica che il maestro Donati, con direzione attenta, ha saputo preparare e sapientemente valorizzare. E anche al teatro Filarmonico si è fatto particolarmente apprezzare nell’esecuzione del repertorio gregoriano (Ave maris stella, Ubi caritas e Sicut cervus) e in quello contemporaneo dove, a rendere ancor più impegnativa l’esecuzione, hanno concorso anche una nutrita serie di dissonanze ricercate e volute”.

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Trionfo Salernitano per la compagnia Impiria

Fonte: Corriere del Mezzogiorno

I vincitori hanno presentato in scena «Sognavo di vivere» Riconoscimenti per i migliori attori e registi in concors

SALERNO – Ha vinto la seconda edizione del «Festival Nazionale Teatro XS – Città di Salerno», la compagnia Impiria di Verona con lo spettacolo «Sognavamo di vivere nell’assoluto» di Raffaello Canteri, per la regia di Andrea Castelletti. è la seconda volta consecutiva che i veneti si aggiudicano il festival come ha ricordato la stessa giuria: «Il gruppo teatro Impiria di Verona, già vincitore della scorsa, prima edizione del Festival XS, dà conferma di possedere una propria idea di teatro, grazie non solo a una definita poetica dell’intero gruppo, quanto alla possibilità di lavorare con un autore di evidente talento letterario che fornisce alla compagnia testi narrativi già disponibili a divenire drammaturgi». È stato il teatro «A. Genovesi» di Salerno ad ospitare sabato sera il gran gala del festival «extra small» organizzato dalla Compagnia dell’Eclissi in collaborazione con il D.A.Vi.Mu.S. (Facoltà di Lingue e Letterature Straniere, Corso di Laurea in Discipline delle Arti Visive, della Musica e dello Spettacolo dell’Università di Salerno) e con il contributo e il patrocinio del Comune di Salerno, della Provincia di Salerno, dell’Ente Provinciale per il Turismo, del Teatro Pubblico Campano e di altri enti.

Il premio Miglior attrice è stato attribuito a Ilaria Verdini della Compagnia C.l.a.e.t. di Palombina Nuova (Ancona) per l’interpretazione del personaggio di Laura in Xanax di Angelo Longoni, per la regia di Davide Giovagnetti; il premio miglior attore è andato a Paolo Capozzo e Maurizio Picariello della Compagnia Co.C.I.S. di Avellino per l’interpretazione dei personaggi di Compa Prisco e Compa Mostino in Storie di terra, di suoni e di rumori di Paolo Capozzo, per la regia di Gianni Di Nardo. I giovani delle scuole superiori di Salerno hanno premiato lo spettacolo Maria Barbella «dal braccio della morte alla vita» di Davide Di Prima, Francesca Evangelista, Adriano Nubile, messo in scena dalla Compagnia Senzateatro di Ferrandina (Matera) per la regia di Adriano Nubile e Davide Di Prima. Premio Migliore Regia del II° Festival di Teatro XS è stato per Raffaele Montagnoli della compagnia Apothemateatrodanza di Orbassano (Torino) per la regia dello spettacolo «La Flor», tratto da «L’uomo dal fiore in bocca» di Luigi Pirandello. Nel corso della serata è stata consegnata una targa di partecipazione alla compagnia teatro delle Botteghelle che il 7 marzo ha rappresentato fuori concorso «Il baciamano» di Manlio Santanelli.

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"Schermi d'amore 2010" al via dal 27 aprile

Fonte: http://www.adige.tv/?p=vedi&id=16587

Presentata il 18 aprile scorso la quattordicesima edizione di Schermi d’Amore ‘The meaning of life’, festival internazionale del cinema me’lo, in programma a Verona dal 27 aprile al 2 maggio. Presente il direttore artistico della rassegna Paolo Romano.

La rassegna dedicata al melodramma cinematografico punta a mantenere il livello di qualità degli anni passati, nonostante i tagli pesanti che il Comune di Verona ha operato sui finanziamenti alle manifestazioni culturali. Ci sarà una sezione espressamente dedicata ai bambini, per avvicinare gli spettatori più piccoli alla fruizione degli spettacoli cinematografici.
La rassegna si terrà al cinema Kappadue, attrezzato per la traduzione simultanea dei film in lingua originale e col vantaggio di avere un parcheggio poco dostante.

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Festival Teatro XS Città di Salerno alla compagnia Impiria di Verona

FESTIVAL NAZIONALE
“TEATRO XS – CITTA’ DI SALERNO”:

LA COMPAGNIA IMPIRIA DI VERONA VINCE IL FESTIVAL NAZIONALE “TEATRO XS – CITTA’ DI SALERNO” 2010

premiazioneimpiria

La Compagnia Impiria di Verona con lo spettacolo “Sognavamo di vivere nell’assoluto” di Raffaello Canteri, per la regia di Andrea Castelletti, vince la seconda edizione del “Festival Nazionale Teatro XS – Città di Salerno”. E’ una conferma per il festival salernitano, come ricordato anche nella motivazione della giuria: “Il gruppo Teatro Impiria di Verona, già vincitore della scorsa, prima edizione del Festival XS, dà conferma di possedere una propria idea di teatro, grazie non solo a una definita poetica dell’intero gruppo, quanto alla possibilità di lavorare con un autore di evidente talento letterario che fornisce alla compagnia testi narrativi già disponibili a divenire drammaturgia… Lo spettacolo, in quanto ha dimostrato una notevole originalità di intenti e un disegno teatrale meditatamente scelto, merita pienamente di vincere questa edizione del Festival XS”. E’ stato il teatro “A. Genovesi” di Salerno ad ospitare sabato sera il gran gala del festival “extra small” organizzato dalla Compagnia dell’Eclissi in collaborazione con l’Istituto Tecnico Commerciale “A. Genovesi” di Salerno, del D.A.Vi.Mu.S. (Facoltà di Lingue e Letterature Straniere, Corso di Laurea in Discipline delle Arti Visive, della Musica e dello Spettacolo dell’Università di Salerno) e con il contributo e il patrocinio del Comune di Salerno, della Provincia di Salerno, dell’Ente Provinciale per il Turismo, del Teatro Pubblico Campano e di altri enti.

Il premio Miglior attrice è stato attribuito a Ilaria Verdini della Compagnia C.L.A.E.T. di Palombina Nuova (Ancona) per l’interpretazione del personaggio di Laura in Xanax di Angelo Longoni, per la regia di Davide Giovagnetti; il Premio Miglior Attore è andato a Paolo Capozzo e Maurizio Picariello della Compagnia Co.C.I.S. di Avellino per l’interpretazione dei personaggi di Compa Prisco e Compa Mostino in Storie di terra, di suoni e di rumori di Paolo Capozzo, per la regia di Gianni Di Nardo. I giovani delle scuole superiori di Salerno hanno premiato lo spettacolo Maria Barbella “dal braccio della morte alla vita” di Davide Di Prima, Francesca Evangelista, Adriano Nubile, messo in scena dalla Compagnia Senzateatro di Ferrandina (Matera) per la regia di Adriano Nubile e Davide Di Prima. Lo spettacolo premiato dagli studenti del D.A.Vi.Mus. è stato “Storie di terra, di suoni e di rumori” di Paolo Capozzo, messo in scena dalla Compagnia Co.C.I.S. di Avellino per la regia di Gianni di Nardo. Premio Migliore Regia del II° Festival di Teatro XS è stato per Raffaele Montagnoli della Compagnia Apothemateatrodanza di Orbassano (Torino) per la regia dello spettacolo La Flor…, tratto da L’uomo dal fiore in bocca di Luigi Pirandello. Nel corso della serata è stata consegnata una targa di partecipazione alla compagnia Teatro delle Botteghelle che il 7 marzo ha rappresentato fuori concorso Il baciamano di Manlio Santanelli.

A giudicare i lavori è stata un’apposita giuria presieduta da Caterina Cimino, dirigente scolastico dell’ITC “A. Genovesi” di Salerno, e composta da Geppino Gentile (in rappresentanza del D.A.Vi.Mu.S.), Pina Russo Pirollo (per il Salerno Soroptimist Club), Carmela Tavernise (per il Lions Club “Salerno Hippocratica Civitas”), Marisa e Carmine Tavarone, Emilia Alfinito, Roberto Lombardi (Compagnia dell’Eclissi) e Raul Apicella (Compagnia dell’Eclissi).

L’Ufficio Stampa

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Comunicato Stampa, 19 aprile 2010

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