Riceviamo e pubblichiamo.
Fonte: www.veronacabaret.it
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Fonte: www.arezzonotizie.it
Grande successo per l’ensemble aretino, che la scorsa settimana a Verona ha inaugurato il XXI Concorso internazionale di canto corale con una “esecuzione da manuale” e “ricca d’anima”. I cantori del maestro Lorenzo Donati hanno ottenuto applausi a scena aperta dal pubblico e le critiche entusiastiche della stampa veneta. L’Arena ha scritto “l’Insieme Vox Cordis apre il cuore al pubblico”
Arezzo, 20 aprile 2010 – Vox Cordis, “un coro da standing ovation”. Lo ha definito così L’Arena, il giornale di Verona, all’indomani del concerto presso il Teatro Filarmonico di Verona con cui l’ensemble aretino ha inaugurato ufficialmente il XXI Concorso internazionale di canto corale, che si è chiuso il 17 aprile scorso.
La brillante esibizione del coro diretto dal maestro Lorenzo Donati ha ottenuto applausi a scena aperta dal pubblico in sala e le critiche entusiastiche da parte di tutti gli addetti ai lavori e della stampa.
“Un’esecuzione da manuale, ma ricca d’anima, carica di suggestioni proposte da voci sicure, pastose, benissimo impostate, perfettamente fuse tra loro con grande equilibrio a creare un amalgama di qualità molto elevato”, ha scritto il giornale veneto, sottolineando come l’Insieme Vox Cordis avesse aperto “il cuore al pubblico”.
Il programma del concerto, dal titolo “That Lonesome Road”, comprendeva un ricco repertorio di brani dal canto gregoriano alla musica contemporanea attraverso autori come Giovanni da Palestrina, Gabrieli, Bach, Mendelssohn, James Taylor e lo stesso Donati. Sua, per esempio, l’armonizzazione di tre poesie di Giovanni Pascoli: La baia tranquilla, Ultimo sogno e L’ora di Barga.
Secondo il giornalista dell’Arena, l’insieme aretino ha dimostrato “grande esperienza musicale, frutto di intenso impegno e di elevata qualità artistica che il maestro Donati, con direzione attenta, ha saputo preparare e sapientemente valorizzare. E anche al teatro Filarmonico si è fatto particolarmente apprezzare nell’esecuzione del repertorio gregoriano (Ave maris stella, Ubi caritas e Sicut cervus) e in quello contemporaneo dove, a rendere ancor più impegnativa l’esecuzione, hanno concorso anche una nutrita serie di dissonanze ricercate e volute”.
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Fonte: Corriere del Mezzogiorno
I vincitori hanno presentato in scena «Sognavo di vivere» Riconoscimenti per i migliori attori e registi in concors

SALERNO – Ha vinto la seconda edizione del «Festival Nazionale Teatro XS – Città di Salerno», la compagnia Impiria di Verona con lo spettacolo «Sognavamo di vivere nell’assoluto» di Raffaello Canteri, per la regia di Andrea Castelletti. è la seconda volta consecutiva che i veneti si aggiudicano il festival come ha ricordato la stessa giuria: «Il gruppo teatro Impiria di Verona, già vincitore della scorsa, prima edizione del Festival XS, dà conferma di possedere una propria idea di teatro, grazie non solo a una definita poetica dell’intero gruppo, quanto alla possibilità di lavorare con un autore di evidente talento letterario che fornisce alla compagnia testi narrativi già disponibili a divenire drammaturgi». È stato il teatro «A. Genovesi» di Salerno ad ospitare sabato sera il gran gala del festival «extra small» organizzato dalla Compagnia dell’Eclissi in collaborazione con il D.A.Vi.Mu.S. (Facoltà di Lingue e Letterature Straniere, Corso di Laurea in Discipline delle Arti Visive, della Musica e dello Spettacolo dell’Università di Salerno) e con il contributo e il patrocinio del Comune di Salerno, della Provincia di Salerno, dell’Ente Provinciale per il Turismo, del Teatro Pubblico Campano e di altri enti.
Il premio Miglior attrice è stato attribuito a Ilaria Verdini della Compagnia C.l.a.e.t. di Palombina Nuova (Ancona) per l’interpretazione del personaggio di Laura in Xanax di Angelo Longoni, per la regia di Davide Giovagnetti; il premio miglior attore è andato a Paolo Capozzo e Maurizio Picariello della Compagnia Co.C.I.S. di Avellino per l’interpretazione dei personaggi di Compa Prisco e Compa Mostino in Storie di terra, di suoni e di rumori di Paolo Capozzo, per la regia di Gianni Di Nardo. I giovani delle scuole superiori di Salerno hanno premiato lo spettacolo Maria Barbella «dal braccio della morte alla vita» di Davide Di Prima, Francesca Evangelista, Adriano Nubile, messo in scena dalla Compagnia Senzateatro di Ferrandina (Matera) per la regia di Adriano Nubile e Davide Di Prima. Premio Migliore Regia del II° Festival di Teatro XS è stato per Raffaele Montagnoli della compagnia Apothemateatrodanza di Orbassano (Torino) per la regia dello spettacolo «La Flor», tratto da «L’uomo dal fiore in bocca» di Luigi Pirandello. Nel corso della serata è stata consegnata una targa di partecipazione alla compagnia teatro delle Botteghelle che il 7 marzo ha rappresentato fuori concorso «Il baciamano» di Manlio Santanelli.
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FESTIVAL NAZIONALE
“TEATRO XS – CITTA’ DI SALERNO”:
LA COMPAGNIA IMPIRIA DI VERONA VINCE IL FESTIVAL NAZIONALE “TEATRO XS – CITTA’ DI SALERNO” 2010

La Compagnia Impiria di Verona con lo spettacolo “Sognavamo di vivere nell’assoluto” di Raffaello Canteri, per la regia di Andrea Castelletti, vince la seconda edizione del “Festival Nazionale Teatro XS – Città di Salerno”. E’ una conferma per il festival salernitano, come ricordato anche nella motivazione della giuria: “Il gruppo Teatro Impiria di Verona, già vincitore della scorsa, prima edizione del Festival XS, dà conferma di possedere una propria idea di teatro, grazie non solo a una definita poetica dell’intero gruppo, quanto alla possibilità di lavorare con un autore di evidente talento letterario che fornisce alla compagnia testi narrativi già disponibili a divenire drammaturgia… Lo spettacolo, in quanto ha dimostrato una notevole originalità di intenti e un disegno teatrale meditatamente scelto, merita pienamente di vincere questa edizione del Festival XS”. E’ stato il teatro “A. Genovesi” di Salerno ad ospitare sabato sera il gran gala del festival “extra small” organizzato dalla Compagnia dell’Eclissi in collaborazione con l’Istituto Tecnico Commerciale “A. Genovesi” di Salerno, del D.A.Vi.Mu.S. (Facoltà di Lingue e Letterature Straniere, Corso di Laurea in Discipline delle Arti Visive, della Musica e dello Spettacolo dell’Università di Salerno) e con il contributo e il patrocinio del Comune di Salerno, della Provincia di Salerno, dell’Ente Provinciale per il Turismo, del Teatro Pubblico Campano e di altri enti.
Il premio Miglior attrice è stato attribuito a Ilaria Verdini della Compagnia C.L.A.E.T. di Palombina Nuova (Ancona) per l’interpretazione del personaggio di Laura in Xanax di Angelo Longoni, per la regia di Davide Giovagnetti; il Premio Miglior Attore è andato a Paolo Capozzo e Maurizio Picariello della Compagnia Co.C.I.S. di Avellino per l’interpretazione dei personaggi di Compa Prisco e Compa Mostino in Storie di terra, di suoni e di rumori di Paolo Capozzo, per la regia di Gianni Di Nardo. I giovani delle scuole superiori di Salerno hanno premiato lo spettacolo Maria Barbella “dal braccio della morte alla vita” di Davide Di Prima, Francesca Evangelista, Adriano Nubile, messo in scena dalla Compagnia Senzateatro di Ferrandina (Matera) per la regia di Adriano Nubile e Davide Di Prima. Lo spettacolo premiato dagli studenti del D.A.Vi.Mus. è stato “Storie di terra, di suoni e di rumori” di Paolo Capozzo, messo in scena dalla Compagnia Co.C.I.S. di Avellino per la regia di Gianni di Nardo. Premio Migliore Regia del II° Festival di Teatro XS è stato per Raffaele Montagnoli della Compagnia Apothemateatrodanza di Orbassano (Torino) per la regia dello spettacolo La Flor…, tratto da L’uomo dal fiore in bocca di Luigi Pirandello. Nel corso della serata è stata consegnata una targa di partecipazione alla compagnia Teatro delle Botteghelle che il 7 marzo ha rappresentato fuori concorso Il baciamano di Manlio Santanelli.
A giudicare i lavori è stata un’apposita giuria presieduta da Caterina Cimino, dirigente scolastico dell’ITC “A. Genovesi” di Salerno, e composta da Geppino Gentile (in rappresentanza del D.A.Vi.Mu.S.), Pina Russo Pirollo (per il Salerno Soroptimist Club), Carmela Tavernise (per il Lions Club “Salerno Hippocratica Civitas”), Marisa e Carmine Tavarone, Emilia Alfinito, Roberto Lombardi (Compagnia dell’Eclissi) e Raul Apicella (Compagnia dell’Eclissi).
L’Ufficio Stampa
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Comunicato Stampa, 19 aprile 2010
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Fonte: http://verona.gardablog.it/?p=2860
Ritorna dopo diversi anni a Verona uno dei grandi interpreti della scena teatrale italiana. Sabato 10 aprile alle ore 21.00 Silvio Castiglioni porta in scena al Teatro Stimate di Verona la sua ultima ed acclamata produzione, “Il silenzio di Dio“, che riunisce testi di Silvio D’Arzo e Fëdor Dostoevskij.
Miracolo, mistero, autorità: sono i protagonisti dei due intensi monologhi che compongono lo spettacolo che andrà in scena per il sesto appuntamento della rassegna Il cielo sopra Verona.
Accostati nella stessa serata, “Casa d’altri” (tratto dal racconto omonimo di Silvio D’Arzo) e “Domani ti farò bruciare” (ispirato a I fratelli Karamazov di Fëdor Dostoevskij) formano un dittico sul silenzio di Dio, sulla sua indifferenza alle tragedie del mondo. Alla sommessa domanda di una vecchia che vorrebbe uccidersi per liberarsi da una vita di stenti, fa eco la furente requisitoria di un demone che vorrebbe invece incarnarsi. Se la resa alla morte lascia il posto alla tentazione di vivere, intorno a queste figure prive di un posto sulla terra risuona il sibilo di una lama che separa vita e morte, umano e divino. Una lama che ci gira intorno come un satellite dall’orbita cieca, incurante del vuoto di senso che non riusciamo a colmare.
Narrazione perfetta, come l’ha definita Eugenio Montale, “Casa d’altri” è il capolavoro di Silvio D’Arzo, scrittore di culto nel panorama letterario italiano del Novecento morto nel 1952 a soli trentadue anni. Un giallo dell’anima, attraversato da una trepidazione che non concede tregua. La voce narrante è quella di un prete di montagna, trasformato in una figura alla Giacometti circondata da microfoni. Al suo racconto si intrecciano una serie di suoni e di rumori che evocano paesaggi naturali e stati d’animo, come nei radiodrammi di un tempo.
“Domani ti farò bruciare” nasce invece dalle suggestioni ispirate da due capitoli dei Fratelli Karamazov, testamento spirituale di Dostoevskij. Più che un monologo, è un dialogo negato, una denuncia violenta e malinconica.
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Fonte: http://www.cittadiverona.it/eventi/scheda3030/teatro/toccata-e-fuga-al-teatro-trinita.html
Il 3 e 4 aprile al Teatro Trinità, il Teatro Impiria presenta per la rassegna “Benessere Teatro” lo spettacolo Toccata e Fuga.
Scoppiettante commedia animata dal tipico humor inglese.
“Toccata e fuga” è una scoppiettante commedia dell’ autore inglese contemporaneo Derek Benfield, specializzato in piéces di vita coniugale. L’opera, animata da un tipico humor inglese, riprende ed esalta le movenze del più riuscito vaudeville e si snoda attraverso l’alternarsi di intrighi amorosi, scambi di coppie ed equivoci a non finire.
Gli ingredienti sono quelli classici che connotano tutti i triangoli amorosi: il tradimento in testa, con i blitz amorosi, gli appuntamenti furtivi e le scappatelle che questo comporta. In questa storia però, l’adulterio praticato dai protagonisti, l’uno nei confronti dell’altro, si rivela più complicato e stressante di quanto si possa credere. Una bugia tira l’altra, da un equivoco ne nasce un altro, fino alla battuta finale che, lasciando aperti molti altri intrecci, fa crollare tutto il castello di bugie su cui si erano dipanate le vicende.
Lo spettatore potrà vedere sul palcoscenico contemporaneamente ciò che accade nei due appartamenti della coppia di amici in uno stringente gioco di entrate e uscite, pause e scene ripetute. Il regista ha voluto ambientare lo spettacolo in Italia, anziché nell’originaria Inghilterra, per sottolineare come in fondo tutto il mondo è paese.
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Fonte: Giornale di Vicenza

VICENZA – Per dove partirà quest’anno la “Maschera d’Oro”? Tornerà per la seconda volta a Macerata, al seguito del Teatro dei Picari, già premiati nel 2007? O percorrerà per la terza volta la strada fino a Mantova, con gli attori dell’Accademia Campogalliani, già vincitori nel 2002 e nel 2003? O non dovrà magari coprire i pochi chilometri che separano Vicenza da Verona, grazie a quella che per l’Accademia di Teamus, debuttante alla kermesse, sarebbe davvero una “prima volta” eccezionale?
Non resta che sbizzarrirsi con i pronostici e attendere fino a sabato 27 marzo, quando, sul palcoscenico del teatro San Marco, la ventiduesima edizione del festival nazionale del teatro amatoriale “Maschera d’Oro” arriverà al gran finale, con la proclamazione dei vincitori sia del trofeo principale, sia dei premi di gruppo e individuali in palio.
Sono dunque queste tre, fra le sette giunte in finale, le compagnie scelte dalla giuria per contendersi la vittoria: il Teatro dei Picari di Macerata, che ha proposto “Il diavolo con le zinne” di Dario Fo, per la regia di Francesco Facciolli; l’Accademia Campogalliani di Mantova, diretta da Maria Grazia Bettini in “Scherzi d’amore in salsa tragica”, tratto da Anton Cechov; e l’Accademia di Teamus di Verona, diretta da Rino Condercuri in “Rumori fuori scena” di Michael Frayn.
La rosa delle finaliste – in lizza per gli altri riconoscimenti – è completata da Prototeatro di Montagnana con “La locandiera e gli amorosi”, commedia scritta (ispirandosi a Goldoni) e diretta da Piero Dal Prà; La Zonta di Thiene con “Salomè”, per la regia di Mauro Lazzaretti; Stabilimento Teatrale di Caerano San Marco (Treviso) di scena con “L’odissea di Pantalone”, per la regia di Emanuele Pasqualini; e compagnia Città di Milano con “La cantatrice calva” di Eugene Ionesco, per la regia di Franco Maria Di Pippo.
Ma ecco nel dettaglio le nomination. Per quanto riguarda la regia, il confronto è ancora fra le tre candidate al trofeo principale e così pure per quanto riguarda l’allestimento, ossia l’insieme di costumi, scenografia, musica e luci. Campogalliani e Picari restano in lizza per il gradimento del pubblico, dove però si mette in luce La Zonta di Thiene, compagnia che si gioca pure il premio per il migliore attore (con Giampiero Pozza) accanto a Campogalliani (Andrea Flora) e Città di Milano (Flint Chariot).
Per le attrici, invece, ancora testa a testa fra Picari (Scilla Sticchi), Campogalliani (Francesca Campogalliani) e Teamus (Mariagrazia Zecchinelli) e identico quadro sul fronte dei caratteristi maschili e femminili: i Picari mettono infatti in campo Gigi Santi e Lucia De Luca; la Campogalliani risponde con Damiano Scaini ed Ersilia Ferrante; Teamus non è da meno con Michele Vigilante e Patrizia Rossari.
Infine, tra i giovani, confronto tra Andrea Manfrin di Prototeatro, Sonia Vettor dello Stabilimento Teatrale e Claudia Mazzola di Teamus.
Tirando le somme, quindi, otto nomination per la Campogalliani, sette per Picari e Teamus, due per La Zonta e una ciascuna per Prototeatro, Stabilimento Teatrale e Città di Milano. Nel corso della stessa serata saranno premiati anche i giovani vincitori del concorso riservato alle scuole superiori e sarà assegnato il Premio Renato Salvato, riconoscimento destinato a chi si distingua per il suo impegno a favore del teatro.
Terminata la premiazione, il palcoscenico sarà poi tutto per gli Amici per un sogno, compagnia di Verbania scelta quest’anno come ospite della rassegna: la formazione proporrà un originale, coloratissimo e suggestivo musical dal titolo “Il cerchio della vita”, ispirato a “Il re leone”, magica fusione di recitazione, arti circensi, danza, canto e musica che saprà creare, al Teatro San Marco, la calda, magica atmosfera dell’assolata savana.
Il festival è organizzato da Fita Veneto in collaborazione con Regione del Veneto, Provincia, Comune di Vicenza, Il Giornale di Vicenza e Associazione Artigiani, che per il sedicesimo anno propone il proprio Premio Faber Teatro: grazie ad esso, infatti, la compagnia vincitrice della Maschera si esibirà per una sera sullo storico palscoscenico del Teatro Olimpico di Vicenza.
La serata di sabato 27 è compresa nell’abbonamento alla rassegna.
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di LAURA SERGI – Al Teatro Jolly di Cengio proseguono gli appuntamenti della XV Stagione teatrale 2009-2010, a cura del Gruppo Insieme e dell’Assessorato alla Cultura.
Questo sabato calcherà le scene la Compagnia de “Il Nostro Teatro di Sinio”, alla vigilia dei suoi trent’anni di attività, con la nuovissima commedia in dialetto piemontese di Oscar Barile, anche regista: “Tant o r’è fòl”, due atti che vedono gli attori impegnati in una problematica che, nel quotidiano, risulta così difficile da gestire: il rapporto con i cosiddetti “diversi”. Il testo sarà leggero e divertito, alternerà ironia e sorrisi, con la complicità di mille vocabili in piemontese tratti dalla vita di tutti i giorni.
Ugo è semplice, spensierato, non sa cosa siano la falsità e la malizia, ed ha una illimitata fiducia verso tutti. Vive con la sorella ed il cognato che gli sono sempre stati vicini, e l’hanno aiutato a vivere una vita ‘normale’. Alcuni parenti invitati per la festa del paese, che si barcamenano invece tra pietà, fastidio, ipocrisia e smarrimento, per una serie di equivoci vengono costretti a togliersi la maschera del perbenismo e della rispettabilità, ed a svelare quindi la loro vera natura, in un finale grottesco ed inaspettato che coinvolgerà anche il pubblico. Collaboratori tecnici: Ezio Denegri, Luigi Rosso e Tere Garetto; collaboratori alla scenografia: Mario Veglio e Piera Lusso; effetti musicali: Livio Sacco.
La Compagnia del Nostro Teatro di Sinio nasce come Compagnia della Pro-Loco di Sinio, nell’agosto ‘81. Ai primi quattro che calcarono le scene, si è aggiunta, nel corso degli anni, una cinquantina di altri attori, che hanno condiviso la gioia di aggiudicarsi premi e riconoscimenti nella loro regione e nella vicina Liguria.
Nel 1985 il gruppo volle restaurare la sala teatrale della settecentesca Chiesa della Confraternita dei Battuti, e lanciò il progetto “Il tuo posto a teatro”, da cui il nuovo nome alla Compagnia: “Il Nostro Teatro”. La piccola sala della capienza di un centinaio di posti, ristrutturata con la collaborazione del Comune e della cittadinanza, diverrà sede del gruppo.
Il prossimo appuntamento con il teatro Jolly ci sarà sabato 10 aprile, con “I Barcaioli” di Torino e la celeberrima: “Questi fantasmi”, di Eduardo De Filippo. Sabato 17 aprile, penultimo appuntamento della rassegna con il Teatro Impiria di Verona in: “Italiani, come commedia!”, tratta dal libro di T.Parks. Conclusioni sabato 24 aprile, con la Filodrammatica Excelsior di Garessio impegnata nel dialetto ligure per: “Sotto a chi tocca”, di G.Govi e L.Orengo.
Inizio degli spettacoli alle ore 21.
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Fonte: http://www.veronacomunica.it/legginews.php?id=13377
AL TEATRO STIMATE LO SPETTACOLO “MARIO RIGONI STERN, L’UOMO DELLA PACE” CON BEPI DE MARZI E ALESSANDRO ANDERLONI: sabato 20 marzo (ore 21) qarto appuntamento della rassegna “Il Cielo Sopra Verona”
Mario Rigoni Stern, l’immagine del coraggio e della speranza, ma anche della protesta. Sono questi i motivi del raccontare e del cantare di Bepi De Marzi e di Alessandro Anderloni che, con i loro cori – I Crodaioli di Arzignano e Le Falìe di Velo Veronese –, sono gli autori ed i protagonisti di una serata interamente dedicata alla figura del grande narratore di Asiago. Con Mario Rigoni Stern, l’uomo della pace va scena, sabato 20 marzo alle 21, il quarto appuntamento della rassegna di musica e teatro Il Cielo Sopra Verona. Lo spettacolo proposto al Teatro Stimate si snoda idealmente tra le pagine che narrano la tragica esperienza delle trincee del Don e della Ritirata di Russia, fino a quelle dedicate all’Altipiano di Asiago. Da Il sergente nella neve a Quota Albania, da Arboreto salvatico fino a Inverni lontani De Marzi e Anderloni leggeranno, a due voci, queste celebri pagine di storia e ne spiegheranno i motivi di ispirazione. Sul palcoscenico, i due cori intoneranno i canti che l’autore vicentino ha composto su queste tematiche, per rendere omaggio al celebre scrittore, nato ad Asiago nel 1921 e scomparso nel giugno del 2008. «Prima che Mario Rigono Stern cada quasi definitivamente nella mani di chi ne strumentalizza il ricordo, in particolar modo il tormentoso mondo venatorio, vogliamo leggere e cantare il suo immenso desiderio di pace» spiega il compositore Bepi De Marzi, fondatore e direttore del coro che ha sede ad Arzignano, le cui musiche sono ormai intonate in tutto il mondo. All’epopea degli alpini in Russia sono dedicati Joska la rossa, Nikolajewka e L’ultima notte degli alpini. Alle storie degli altipiani, quelli di Asiago e della Lessinia, si ispirano invece Cortesani, Improvviso, Volano le bianche. Attraverso le parole di Mario Rigoni Stern e i canti di Bepi De Marzi sarà condotta una riflessione sul messaggio di pace che nasce da queste storie di uomini e di animali, anche con provocatorie e amare incursioni nell’attualità. Il prossimo appuntamento con Il cielo sopra Verona è in programma sabato 27 marzo, alle 21, e domenica 28 marzo alle 17, con la nuova produzione La Grande Guerra Meschina. Un racconto a tre voci – di Alessandro Anderloni (narrazione), Raffaella Benetti (canto) e Thomas Sinigaglia (fisarmonica) – che ripercorre e svela tabù segreti e taciuti della Prima Guerra Mondiale: l’indisciplina, l’ammutinamento, le diserzioni, le decimazioni sommarie e le vergognose coperture di cui godettero i responsabili della cosiddetta “giustizia militare di guerra”. La rassegna, organizzata dall’agenzia Àissa Màissa e Le Falìe, gode del sostegno di Automotor. I biglietti per tutti gli spettacoli si possono acquistare nei punti prevendita del circuito Greenticket
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Fonte: http://www.gliinsolitinoti.org/?p=100
Ancora un grandissimo grazie al pubblico che ormai accompagna numerosissimo tutte le nostre rappresentazioni. Era infatti da tempo che al teatro Canossa di Verona non si vedeva una sala così gremita come domenica per la nostra replica di Un Cretino per l’Onorevole. Alla fine tanti applausi e un commiato festoso brindando con i vini offerti dalla Cantina Valpantena.
Il porssimo appuntamento è sabato 13 alla sede dell’Istituto Comprensivo di Lavagno. La rappresentazione è riservata agli studenti nell’ambito di un progetto di avvicinamento della scuola al teatro ed alla multimedialità del suo linguaggio.
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