Giuseppe Forte Archive

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Quando il cabaret è DOC!

riceviamo e pubblichiamo
 
La DOC è una cooperativa di servizi per lo spettacolo che gestisce per conto di numerosi artisti pratiche burocratiche e fiscali.
Ma non è solo questo.
Ha infatti un comparto specifico, la DOC Live, dedicato alla consulenza ed organizzazione eventi, con cui ha seguito moltissime manifestazioni e concerti.
Dopo la bella esperienza dei due anni di laboratorio presso le Cantine De L'Arena, in collaborazione con Verona Cabaret, la DOC ha intrapreso una strada nuova e di possibile crescita del movimento comico cabarettistico scaligero.
Oltre ad avere tra i soci già alcuni ottimi professionisti della comicità, ha pensato bene di associare anche alcuni dei volti nuovi che si sono distinti nei due anni di laboratorio veronese e che per capacità e volontà di emergere si sono messi in risalto, muovendosi anche al di fuori del contesto cittadino e partecipando ad altri laboratori, come il Ridi'n'Bergamo gestito da Omar Fantini, lo Zelig Lab di Padova e il Colorado Lab di Varese, fino a mettere piede allo Zelig di Milano.
Hanno inoltre accumulato esperienza grazie a numerose serate in locali, teatri e piazze, creando collaborazioni e spettacoli nuovi.
Per questi motivi la DOC ha ritenuto opportuno coinvolgerli in una serie di nuovi progetti e rassegne dedicate al cabaret che prenderanno il via da ottobre in diversi locali veronesi.
 
 Il primo a partire è RISATE A KM 0, presso la Locanda Le Salette di Fumane (VR), in collaborazione con la cooperativa Azalea, che gestisce la parte degli spettacoli nel bel ristorante della Valpollicella.
A partire da martedì 11, e poi ogni due settimane, sarà quindi possibile cenare e godersi un'oretta di spettacolo in compagnia di un paio di comici DOC, che si alterneranno con sketch e personaggi per strappare una risata, aiutati magari dall'ammazza caffè.
Prima serata con Nicola Trocchia e Andrea Zappacosta.
 
Dal 23 ottobre prende invece il via NOCHE CABARET al Tres Deseos in via S. Maria Rocca Maggiore, dietro Piazza Isolo a Verona.
Il locale intimo e raccolto, con un piccolo palco, si presta perfettamente al cabaret stand up, tipico dei locali inglesi e americani, con un contatto stretto tra artista e pubblico e la possibilità di accompagnare le risate con delle ottime birre.
Anche questo sarà un appuntamento a cadenza alternata, ogni due domeniche, fino a dicembre.
Prima serata con Terenzio Traisci (Central Station su Sky ed MTV) e Alberto “Il Grezza” Grezzani.
 
Ma sicuramente la rassegna più interessante e qualitativamente più valida è quella che si terrà a mercoledì alternati presso le Cantine De L'Arena, che ormai ha preso il vizio di proporre qualità e varietà, non solo per quel che riguarda la musica. Che il buon Dio ci conservi questo locale in salute!
Il 19 ottobre partirà la stagione (8 gli appuntamenti previsti per ora) de L'Ora del Cabaret e vedrà salire sul palco ottimi professionisti, anche da trasmissioni televisive di fama nazionale come Zelig e Colorado.
Una formula nuova rispetto al laboratorio degli anni passati, dove numerosi comici proponevano brevi pezzi pensati principalmente per il formato televisivo. Durante quest'ora infatti i “Big” potranno spendere un po' di tempo offrendo una visione più ampia del loro repertorio, potendo così muoversi con maggiore libertà, senza i vincoli dei tempi televisivi, o dovendosi limitare per dare spazio ad altri.
A fare l'apertura, o da spalla, a questi “Big” ci saranno sempre loro, i volti nuovi della DOC, a cui sarà data l'opportunità di salire su un palco di tutto rispetto e lavorare con dei signori professionisti.
 Fino ad oggi sono confermate le presenze di Omar Fantini (Nonno Anselmo da Colorado), Luca Klobas (Ratko da Zelig), i Cani & Porci (Nicola Trocchia e Max Guidetti da Animalaus), Diego e Paolo (da Zelig Off), Marzio Rossi e Alex De Santis (da Colorado e autori di Baz e del Saturday Night Live Italia), Cristian Calabrese (da Central Station e prossimamente a Zelig Off).
La prima serata vedrà come ospite principale Luca Klobas e per l'apertura Il Grezza.
 
La situazione comica a Verona si sta al fin muovendo, dopo anni di poca offerta al di fuori degli spazi teatrali, di barzellettieri della domenica, o di rassegne troppo brevi per lasciare un segno.
E comunque non c'era davvero un movimento cabarettistico nel veronese, o si limitava a pochi buoni attori, costretti a migrare verso altre città per riuscire anche solo a cominciare (vedi Dado Tedeschi, o Laura Magni).
Oggi qualcosa si muove, grazie alla DOC e alla passione di queste nuove leve.
 
Spendiamo ora alcune righe per parlare dei comici emergenti coinvolti nelle rassegne.
 
Andrea Zappacosta:
Milanese di origine, ha accumulato molta esperienza soprattutto alla radio (Radio Deejay, Radio 101, Radio Lupo Solitario) e collaborando con Giacomo “Ciccio” Valenti per alcuni spettacoli.
Trasferitosi a Verona inizia a fare cabaret con il laboratorio Verona Cabaret DOC, partecipa al laboratori di Zelig e Colorado e decide che questo sarà il suo futuro.
Si muove principalmente sui personaggi e sono ormai conosciuti dal pubblico il Genfri, meccanico milanese cinico e un po' zotico, e Lino Pennino, cantastorie dalla parlata meridional-maccheronica, con il quale ripropone le fiabe classiche in una chiave più… adulta.
 
Giuseppe Forte:
Può vantare la partecipazione a numerosi laboratori del nord Italia e in pochi anni è cresciuto mangiando pane e cabaret dalla mattina alla sera.
Il più giovane tra le nuove proposte, ha maturato esperienza sia a livello teatrale che musicale e ha partecipato con buoni risultati ad alcuni prestigiosi concorsi di cabaret, come il Ridi'n'Ciociaria (2° classificato).
In breve tempo è riuscito anche a mettere un piede allo Zelig di Milano partecipando alle serate di Laboratorio Artistico.
Si cimenta di tanto in tanto in monologhi e uscite a schiaffo, ma i suoi cavalli di battaglia sono i personaggi di Tato Robotto, consolle di nuova generazione dalla dubbia efficacia, e Michael Carmeli, strampalato life stylist, sempre in vena di dare consigli per essere più glamour.
 
Alberto "Il Grezza" Grezzani:
Monologhista classico, con una propensione per la stand up comedy, non disdegna il ruolo di presentatore/spalla, o il mettersi alla prova con alcuni personaggi.
Nasce come cabarettista nel dicembre 2009 al laboratorio Verona Cabaret DOC e da lì prende il via per partecipare a numerosi laboratori, tra cui il Ridi’n’Bergamo di Omar Fantini, lo Zelig Lab di Padova, il Laboratorio Artistico allo Zelig di Milano, il Ridi’n’Blu di Davide Paniate, il Colorado Lab di Varese.
Dal 2010 è direttore artistico e presentatore del mini laboratorio CaBar@stra a Vicenza e ha collaborato con Diego Carli per l’organizzazione e la conduzione del Session Cabaret.
Finalista del Concorso per Giovani Cabarettisti Emergenti – premio Alberto Sordi del 2011, è nel cast della serata “8 Mile” del 25 febbraio allo Zelig di Milano.
La sua attività comprende l’organizzazione e la partecipazione ad eventi, serate di piazza e locali dividendo il palco con comici di Central Station, Colorado e Zelig, come Luca Klobas, Marzio Rossi e Omar Fantini. 
 
Antonio “Gnollo” Mignolli
Giovane comico che può già vantare molti anni di esperienza sulle spalle, avendo frequentato a lungo la scena padovana dei locali.
Ha frequentato i laboratori Zelig di Marghera e di Padova, oltre naturalmente il Verona Cabaret DOC.
Collabora già da tempo con Diego & Paolo (Zelig Off) come spalla e si esibisce anche con Daniele Manfroi nel duo Spesso e Volentieri.
Il suo repertorio spazia dai monologhi di stampo classico, fino al non sense e ai pezzi musicali, distinguendosi soprattutto per l'intelligenza e la grande ironia dei suoi sketch.
 

Da VeronaTeatro.Org, post Quando il cabaret è DOC!

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Laboratorio Clandestino di Cabaret: piacevole scoperta a Tregnago

Got to be good-looking ’cause it’s so hard to see.

La locandina della serata


Se è così difficile vederlo, dev’essere interessante, pensavamo, parafrasando Lennon. Ed in effetti è stato necessario uno sforzo di volontà per mettersi in macchina sabato sera a cercare un locale appena fuori Tregnago, il Birthaus. Parcheggiando elaboravamo congetture sul significato del nome… Birth – haus? Nulla nel suo aspetto da l’idea di un reparto di ostetricia. Per fortuna non siamo qui per inutili ironie.

Lo spettacolo di sabato 31 luglio ci ha divertiti. Il laboratorio di cabaret di Verona ha prodotto, a quanto pare, ottimi frutti. Peccato che ad assistere alla serata ci fosse così poca gente, complice la distanza dalla città e probabilmente la scarsa pubblicità. Ci possiamo anche aggiungere la data infelice di metà estate (giorno di partenze “intelligenti”) ed un tempo insolitamente freddo che certo non invitava a rimanere seduti in mezzo al vento. L’aggettivo “clandestino” sulla locandina non poteva essere meglio giustificato.

Ma VeronaTeatro.Org ed il CriticAttore c’erano. E se la son goduta, chiudendo bene camicia e giacca. Diciamo subito che tutti gli attori che si sono esibiti hanno mostrato un livello di preparazione superiore a quanto ci aspettavamo. La qualità media è alta, apparendo vieppiù sostenuta da evidente impegno e passione.
Dopo questa doverosa premessa, dobbiamo ricordarci che siamo pur sempre qui a criticare. E allora facciamo le pulci ai nostri eroi.

La struttura dello spettacolo è quella classica del cabaret all’italiana, con gli artisti che si alternano sul palco. A presentare c’è Mauro Cutrino, del gruppo “TreXuna“, sostituito occasionalmente ed efficacemente dal monologhista Alberto “Grezza” Grezzani.

Se non abbiamo capito male i nomi (e nell’eventualità, chi sa ci corregga!), i TreXuna sono, oltre al già citato Mauro Cutrino, Gigi Baldassarri, Dario Conti ed Elena Tramarin. Non li conosciamo, ma dal quanto abbiamo potuto vedere sembra trattarsi di attori provenienti dal teatro. Il modo di muoversi, la mimica, l’uso della recitazione corale (ed il modo di applicarla) ci sembra avere questa origine. Ovviamente possiamo sbagliarci.

Tuttavia questo genere di spettacolo, ed il fatto stesso di essere in quattro, ha sofferto della collocazione. Il palco troppo piccolo, l’illuminazione insufficiente e (disdetta, tremenda disdetta!) i radiomicrofoni che fanno i capricci hanno nociuto all’esibizione dei TreXuna. Del resto si tratta pur sempre di “pezzi” più difficili da adattare al contesto, specie quando è così disagiato, rispetto a quello che può essere il numero di un monologhista.

Non ci dilunghiamo ancora su questo punto. Il concetto dovrebbe essere già chiaro. L’effetto comico sul pubblico è stato ottenuto nel modo migliore possibile, ma sarebbe stato probabilmente più efficace in una collocazione più adatta. Di questo, ovviamente, non sono colpevoli gli attori. Una menzione particolare è da farsi per Mauro, che s’è occupato anche della conduzione della serata. Vogliamo anche citare Elena, di cui ha colpito l’autorevole presenza scenica. Il giudizio è positivo, quindi, ma aspettiamo di rivederli in una situazione più favorevole per migliorarlo.

Il Grezza ha rappresentato una sorpresa. Conoscevamo già la forza espressiva di talune sue esposizioni, ma la padronanza della scena e la sicurezza con cui ha porto i suoi monologhi al pubblico, giocando anche d’improvvisazione, con parola e gesto misurato, hanno stupito. C’è poco da aggiungere, un’ottima esibizione. Ma siccome siamo pignoli, segnaliamo che il secondo dei suoi monologhi appariva appena meno collaudato, come dire, più… grezzo rispetto all’altro. Forse è solo un’impressione, una sfumatura difficilmente visibile ai non addetti ai lavori; forse è una perfidia da critico sottolineare un tale insignificante dettaglio, ma tant’è.

Il duo musicale “Spesso & Volentieri” ha riproposto il classico tema del gioco con le canzoni famose “smontate e rimontate” in modo da divertire. Un gioco che riesce a non cadere nel ripetitivo, nello scontato o nel forzato. Resta sempre gradevole e leggero per il pubblico, tanto che alla fine dei loro pezzi sembra quasi che gli spettatori con gli occhi chiedano ancora.
Le condizioni atmosferiche sfavorevoli hanno colpito anche loro: sembra infatti che sia stato il freddo la causa del temporaneo dimezzamento del duo a metà serata. E noi supponiamo sia stato anche causa di qualche nota “facile” sfuggita male dall’ugola. Peccati veniali, tuttavia: la qualità c’è e s’è vista tutta.

Concludiamo con Giuseppe Forte (se abbiamo annotato correttamente il nome), che s’è visto forse troppo poco. Molto divertenti le sue brevi surreali interruzioni tra un’esibizione e l’altra. Il suo personaggio Tato Roboto appare ben rodato, anche se forse pecca in originalità, lasciando un sapore di già visto. Crediamo però che questa impressione sia dovuta più al nostro gusto personale. Infatti si è trattato probabilmente del momento che ha scaturito le maggiori risate tra il pubblico (e consentiteci licenza di render transitivo l’intransitivo). Del resto si sa: il critico vede cose che agli spettatori non interessano. E noi siamo dell’idea che quanto visto non renda del tutto la qualità di questo attore. Vogliamo rivedere anche lui, per poterne decantare più giuste lodi.

Ribadiamo quindi quanto scritto all’inizio: spettacolo ben costruito ed elementi di qualità. Saremo senz’altro presenti – per quanto possibile – alla prossima occasione per divertirci e per confermare gli aspetti positivi già sottolineati. Speriamo solo con un pubblico meno infreddolito e più numeroso: questi ragazzi meritano applausi.

Aggiornamento

Ringraziamo l’informatore che ha consentito, col suo messaggio di correggere qualche refuso e di aggiungere alcune precisazioni, tra le quali i nomi dei componenti del duo Spesso & Volentieri, Daniele Manfroi e Antonio Mignolli, il secondo dei quali interprete di un numero da solista durante la serata: a questo ci si riferiva col “dimezzamento temporaneo” della coppia. La giustificazione legata al freddo della serata era un espediente scenico… come dite voi profani, una battuta estemporanea dei presentatori.
Una battuta però tanto verosimile e ben sostenuta da far dubitare anche noi, dobbiamo ammetterlo, nonostante il numero di Antonio apparisse tutt’altro che improvvisato.

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