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“Il Silenzio di Dio” al Teatro Stimate

aprile 8, 2010 in Rassegne, Spettacoli by Aleks Falcone

Fonte: http://verona.gardablog.it/?p=2860

Ritorna dopo diversi anni a Verona uno dei grandi interpreti della scena teatrale italiana. Sabato 10 aprile alle ore 21.00 Silvio Castiglioni porta in scena al Teatro Stimate di Verona la sua ultima ed acclamata produzione, “Il silenzio di Dio“, che riunisce testi di Silvio D’Arzo e Fëdor Dostoevskij.

Miracolo, mistero, autorità: sono i protagonisti dei due intensi monologhi che compongono lo spettacolo che andrà in scena per il sesto appuntamento della rassegna Il cielo sopra Verona.
Accostati nella stessa serata, “Casa d’altri” (tratto dal racconto omonimo di Silvio D’Arzo) e “Domani ti farò bruciare” (ispirato a I fratelli Karamazov di Fëdor Dostoevskij) formano un dittico sul silenzio di Dio, sulla sua indifferenza alle tragedie del mondo. Alla sommessa domanda di una vecchia che vorrebbe uccidersi per liberarsi da una vita di stenti, fa eco la furente requisitoria di un demone che vorrebbe invece incarnarsi. Se la resa alla morte lascia il posto alla tentazione di vivere, intorno a queste figure prive di un posto sulla terra risuona il sibilo di una lama che separa vita e morte, umano e divino. Una lama che ci gira intorno come un satellite dall’orbita cieca, incurante del vuoto di senso che non riusciamo a colmare.

Narrazione perfetta, come l’ha definita Eugenio Montale, “Casa d’altri” è il capolavoro di Silvio D’Arzo, scrittore di culto nel panorama letterario italiano del Novecento morto nel 1952 a soli trentadue anni. Un giallo dell’anima, attraversato da una trepidazione che non concede tregua. La voce narrante è quella di un prete di montagna, trasformato in una figura alla Giacometti circondata da microfoni. Al suo racconto si intrecciano una serie di suoni e di rumori che evocano paesaggi naturali e stati d’animo, come nei radiodrammi di un tempo.
Domani ti farò bruciare” nasce invece dalle suggestioni ispirate da due capitoli dei Fratelli Karamazov, testamento spirituale di Dostoevskij. Più che un monologo, è un dialogo negato, una denuncia violenta e malinconica.

L’uomo della pace di Mario Rigoni Stern al Teatro Stimate

marzo 18, 2010 in Rassegne, Spettacoli by Aleks Falcone

Fonte: http://www.veronacomunica.it/legginews.php?id=13377

AL TEATRO STIMATE LO SPETTACOLO “MARIO RIGONI STERN, L’UOMO DELLA PACE” CON BEPI DE MARZI E ALESSANDRO ANDERLONI: sabato 20 marzo (ore 21) qarto appuntamento della rassegna “Il Cielo Sopra Verona”
Mario Rigoni Stern, l’immagine del coraggio e della speranza, ma anche della protesta. Sono questi i motivi del raccontare e del cantare di Bepi De Marzi e di Alessandro Anderloni che, con i loro cori – I Crodaioli di Arzignano e Le Falìe di Velo Veronese –, sono gli autori ed i protagonisti di una serata interamente dedicata alla figura del grande narratore di Asiago. Con Mario Rigoni Stern, l’uomo della pace va scena, sabato 20 marzo alle 21, il quarto appuntamento della rassegna di musica e teatro Il Cielo Sopra Verona. Lo spettacolo proposto al Teatro Stimate si snoda idealmente tra le pagine che narrano la tragica esperienza delle trincee del Don e della Ritirata di Russia, fino a quelle dedicate all’Altipiano di Asiago. Da Il sergente nella neve a Quota Albania, da Arboreto salvatico fino a Inverni lontani De Marzi e Anderloni leggeranno, a due voci, queste celebri pagine di storia e ne spiegheranno i motivi di ispirazione. Sul palcoscenico, i due cori intoneranno i canti che l’autore vicentino ha composto su queste tematiche, per rendere omaggio al celebre scrittore, nato ad Asiago nel 1921 e scomparso nel giugno del 2008. «Prima che Mario Rigono Stern cada quasi definitivamente nella mani di chi ne strumentalizza il ricordo, in particolar modo il tormentoso mondo venatorio, vogliamo leggere e cantare il suo immenso desiderio di pace» spiega il compositore Bepi De Marzi, fondatore e direttore del coro che ha sede ad Arzignano, le cui musiche sono ormai intonate in tutto il mondo. All’epopea degli alpini in Russia sono dedicati Joska la rossa, Nikolajewka e L’ultima notte degli alpini. Alle storie degli altipiani, quelli di Asiago e della Lessinia, si ispirano invece Cortesani, Improvviso, Volano le bianche. Attraverso le parole di Mario Rigoni Stern e i canti di Bepi De Marzi sarà condotta una riflessione sul messaggio di pace che nasce da queste storie di uomini e di animali, anche con provocatorie e amare incursioni nell’attualità. Il prossimo appuntamento con Il cielo sopra Verona è in programma sabato 27 marzo, alle 21, e domenica 28 marzo alle 17, con la nuova produzione La Grande Guerra Meschina. Un racconto a tre voci – di Alessandro Anderloni (narrazione), Raffaella Benetti (canto) e Thomas Sinigaglia (fisarmonica) – che ripercorre e svela tabù segreti e taciuti della Prima Guerra Mondiale: l’indisciplina, l’ammutinamento, le diserzioni, le decimazioni sommarie e le vergognose coperture di cui godettero i responsabili della cosiddetta “giustizia militare di guerra”. La rassegna, organizzata dall’agenzia Àissa Màissa e Le Falìe, gode del sostegno di Automotor. I biglietti per tutti gli spettacoli si possono acquistare nei punti prevendita del circuito Greenticket

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